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Sintesi Consiglio Comunale del 26 aprile 2012
o.d.g.
1 – Approvazione verbali della seduta 28 marzo 2012;
2 – Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2011;
3 – Acquisizione aree a sedime stradale di via Pirandello e di parte di via Ongarine, ai sensi dell’art.
31, comma 21, della legge 23-12-1998, n. 448;
4 – Mozione presentata dal consigliere IDV “Risoluzione per la protezione e la tutela degli animali
utilizzati per fini scientifici o tecnologici”.
La seduta è iniziata alle ore 20,45 e si è conclusa alle 22,30.
Al primo punto, come al solito, sono dati per letti i verbali della seduta del 28 marzo e approvati all’unanimità.
Il secondo punto all’ordine del giorno era il più significativo della seduta.
Dopo una breve presentazione da parte dell’Assessore al bilancio sono state poste dai consiglieri di minoranza, una serie di domande di approfondimento su vari capitoli di spesa, alle quali gli assessori di competenza hanno fornito risposta. Di queste ne riporterò soltanto due che mi sembrano più rilevanti. La prima era inerente alla mancanza del Bilancio consuntivo della “Paese Servizi” che secondo noi doveva essere allegato al Rendiconto finanziario Comunale 2011 (Bilancio consuntivo). La giustificazione dell’assenza è stata quella che tale documento non era ancora stato stilato poiché, figurando la Paese Servizi come società privata, non era tenuta a rispettare i limiti di tempo, che invece obbligano il Comune a presentare il proprio bilancio consuntivo entro il 30 aprile. La risposta anche se plausibile secondo normativa, non è stata da noi ritenuta soddisfacente in quanto, dal momento che il bilancio di Paese Servizi va ad incidere su quello Comunale pensiamo che per una valutazione generale più completa e corretta, fosse opportuno allegarlo alla documentazione.
Un secondo quesito era relativo alla alienazione dell’area ERP di Sovernigo. Per la cessione di tale area è stata riportata a residuo attivo per il 2011, la somma di 540.700 € (soldi da riscuotere). L’intera area era stata ceduta per un valore di 1.323.000 €, dopo due ribassi d’asta andati a vuoto.
Una prima trance di 532.000 € era stata pagata nel 2009. La rimanente quota di 790.300 € doveva essere saldata nel 2010. Ci era stato detto che tale accordo di dilazione di pagamento era stato preso dal Comune con la ditta acquirente, per avere la possibilità di rispettare il Patto di Stabilità Interno.
Dal momento che credevamo che tutto fosse andato a buon fine, siamo rimasti alquanto sorpresi quando abbiamo visto un residuo ancora così consistente da pagare. Conseguentemente siamo andati a chiedere agli uffici competenti copia della documentazione del contratto di cessione dell’area e degli accordi relativi alla tempistica dei pagamenti. La sorpresa ancora più grande è stata quando gli uffici comunali ci hanno risposto che di questa operazione non esiste documentazione. Tutto è fatto sulla parola.
Quando abbiamo fatto questa scoperta era mezzogiorno del 24 aprile. Il giorno dopo era la festa nazionale della liberazione e il 26 aprile avevamo la seduta di Consiglio Comunale. Per fare una richiesta ufficiale di documentazione, il pomeriggio del 24 aprile abbiamo inviato una e-mail al Sindaco e alla segreteria comunale con riscontro di lettura. Se non fosse stato possibile fornire in tempo utile la documentazione chiedevamo ci fosse fornita nella seduta di Consiglio Comunale.
Nella seduta di Consiglio comunale, in un primo tempo, l’Assessore ha cercato di banalizzare la questione, ma dopo un po’ di insistenza è stato costretto a confermare che tutta l’operazione era fatta sulla parola.
Ha tentato goffamente di giustificare il fatto dicendo che il suo interlocutore, che pare titolare di più ditte, avesse tentato un accordo per non pagare l’ultima trance sostenendo che le sue ditte erano creditrici di oneri verso il Comune, pagati per altre operazioni, che secondo lui potevano essere stornati con questo pagamento. Cosa impossibile perché le varie ditte, anche se il referente è la stessa persona fisica, nulla hanno a che fare con la compravendita.
Per assurdo il comune pur avendo incassato 782.300 € è ancora proprietario del terreno in quanto non è stato stipulato alcun atto comprovante la cessione. Un bel garbuglio!
Ci siamo chiesti se questo modo di operare possa prevedere responsabilità giuridicamente sanzionabili. Verificheremo in seguito.
Queste operazioni nebulose sono state la motivazione del nostro voto contrario.
La delibera messa in votazione è stata approvata con i soli voti dei consiglieri di maggioranza (11).
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